domenica 18 giugno 2017

Londra, incendio alla Grenfell Tower. E' ufficiale: "Morti i due ragazzi italiani"

LONDRA - Rimangono ancora oltre 70 persone nello scheletro annerito di quella che era la Grenfell Tower, il grattacielo di nord Kensington, a ovest di Londra, colpito da un incendio nella notte tra martedì e mercoledì. Lo riporta la Bbc, mentre la polizia sceglie la strada della prudenza, spiegando che è ancora difficile quantificare i dispersi. Il numero delle vittime è invece salito a 30. Al momento sono ricoverate 24 persone, metà delle quali in condizioni critiche.

Morti Gloria e Marco. In serata è arrivata l'ufficialità della morte di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani italiani dispersi, che abitavano da un paio di mesi al 23esimo piano della torre. A comunicare la notizia all'avvocato della famiglia Trevisan, Maria Cristina Sandrin, è stata lla Farnesina. "Chiediamo a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie", ha dichiarato il legale.

Gloria Trevisan, 27 anni di Camposampiero, in provincia di Padova e Marco Gottardi, 27 anni di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia erano entrambi architetti, si erano trasferiti a Londra per motivi di lavoro. Intorno alle 3 di notte avevano contattato al telefono i loro genitori. "Grazie per tutto quello che hai fatto per me, mamma", aveva detto Gloria alla signora Emanuela Trevisan. Una frase che, come sottolineato anche dall'avvocato di famiglia, suonava come un addio.

Già ieri i soccorritori avevano confessato di non aver alcuna speranza di trovare altri sopravvissuti: "C'è il rischio che non saremo in grado di identificare tutte le vittime", aveva dichiarato il comandante della polizia Stuart Cundy, esprimendo poi la speranza che il numero finale dei morti "non sia di tre cifre". Quello di oggi è anche il giorno delle polemiche: tra il sindaco Khan e il governo; tra i cittadini e la premier Theresa May; tra i media e la ditta che ha ristrutturato il grattacielo; tra Corbyn e il consiglio municipale di Kensington e Chelsea.

Stanziati cinque milioni di sterline. Theresa May ha annunciato che il governo britannico stanzierà un fondo di 5 milioni di sterline per aiutare le persone colpite dall'incendio e che si impegnerà a ricollocare entro tre settimane tutte le persone rimaste senza casa, che dovrebbero rimanere nello stesso quartiere per garantire la continuità scolastica dei bambini, e a fornire assistenza legale gratuita alle vittime durante l'inchiesta. La leader conservatrice è stata però contestata duramente dai cittadini, al punto da dover essere portata via dagli agenti di scorta. Ai britannici non è piaciuto il comportamento della May durante la sua visita di ieri alla Grenfell Tower, dove ha incontrato i soccorritori ma non si è fermata a parlare con i residenti e gli inquilini superstiti. Nonostante le polemiche nei suoi confronti, la premier britannica è tornata anche oggi nella zona adiacente all'edificio, andando poi a trovare alcuni feriti ricoverati nell'ospedale di Chelsea and Westminster.

La protesta a Kensington. Centinaia di persone hanno manifestato davanti al municipio di Kensington, il quartiere teatro dell'incendio, denunciando il mancato rispetto delle misure di sicurezza antincendio nella torre. Per qualche minuto alcuni di essi, con in mano cartelli di protesta, hanno fatto irruzione nel municipio. Secondo SkyNews ci sarebbe almeno un arresto. Sul posto, sono arrivati diversi agenti di polizia per calmare la situazione che rischia di degenerare. Tra le richieste, anche quella di ricollocare all'interno del quartiere i residenti che hanno perso la casa e un risarcimento economico. Un'altra manifestazione, denominata "Giustizia per Grenfell", è stata inoltre annunciata per stasera a Westminster.

Londra accusa Downing Street. Il primo cittadino della Capitale, Sadiq Khan, ha accusato oggi il governo e il consiglio locale di Kensington and Chelsea di "non aver fatto abbastanza" per prevenire "l'orrendo disastro" della Grenfell Tower e di non dare alla gente abbastanza "informazioni sugli amici e parenti ancora irreperibili". Il ministro degli Esteri ed ex sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson, ha risposto definendo l'attacco di Khan una "oltraggiosa politicizzazione di un terribile disastro". Johnson, che ha rivendicato "un calo del 50% degli incendi" sotto la sua amministrazione, ha aggiunto: "È incredibile che il Labour suggerisca che questa tragedia sia in qualche modo causata dai tagli ai servizi".

Incendio domato. Nella sua conferenza odierna, dopo aver aggiornato il conto delle vittime, il capo della Metropolitan police Stuart Cundy ha confermato che tutte le persone ricoverate sono state identificate. Proprio in ospedale, uno dei feriti è morto per la gravità delle lesioni riportate. Nella ricerca dei dispersi, resa difficile dalle precarie condizioni strutturali dell'edificio, sono impiegati anche droni e cani di salvataggio. "Purtroppo non ci aspettiamo che ci sia alcun superstite", ha detto Cundy. E sulle cause dell'incendio, solo oggi definitivamente domato, il capo della polizia ha aggiunto che al momento non ci sono elementi per affermare che "sia partito in modo deliberato. Le indagini sulle cause dell'accaduto dureranno settimane".

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