I concimi si trovano di molti tipi e di differenti utilizzi. L’industria chimica in questi ultimi decenni svolge un ruolo preminente per la produzione di fertilizzanti di sintesi. Tuttavia, negli ultimissimi anni c’è un certo ritorno all’uso di “stallatici” o prodotti che hanno come base di lavorazione i materiali organici provenienti dall’agricoltura.Per i prezzi, vale la sommaria regola secondo la quale più è alta la concentrazione di macroelementi (più è elevato il titolo), maggiore è il prezzo per unità di peso. Ad esempio, il concime stallatico, di tipo biologico e una percentuale di Azoto pari al 5%, costa circa 20 euro a quintale. L’urea, concime azotato per eccellenza con una percentuale del 46%, costa almeno il doppio, se non più, ma ne occorre un quantità enormemente inferiore per unità di superficie.
Discorso diverso si deve fare per il fertilizzante per piante da vaso; con pochi euro si riescono ad acquistare prodotti liquidi da diluire in acqua, bastoncini da inserire accanto alle radici oppure “granulari” simili alla ghiaia. Il tutto, come già detto, facilitato dall’indicazione
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